Ad ottobre si è conclusa una delle prime attività promosse da un progetto di ricerca (INCO) in collaborazione con l’Università della Terza Età “Cardinale Giovanni Colombo” di Milano, un’iniziativa che ha visto protagonisti, in prima persona, gli studenti iscritti ai corsi. La missione dell’Università è quella di promuovere l’apprendimento continuo, la socializzazione e il benessere personale, creando luoghi di incontro capaci di favorire inclusione, curiosità e partecipazione attiva.

La UTE: il piacere di continuare a imparare
Far parte dell’Università della Terza Età significa molto più di partecipare ad una semplice lezione.Gli studenti che frequentano queste aule, vengono per tenere la mente accesa, per uscire di casa con uno scopo, per ritrovare amici e farne di nuovi. Quando si entra nelle aule UTE si trovano quaderni aperti, domande curiose e sorrisi all’intervallo del caffè. È un luogo dove le esperienze si rinnovano ogni giorno.
Grazie alla partecipazione dell’UTE e dei suoi studenti, il team di INCO ha realizzato giornate di interviste e attività direttamente nelle classi, incontrando occhi, voci e storie autentiche. È stato un momento speciale, il primo tassello di un percorso che vuole mettere davvero al centro le persone, le storie e l’incontro tra generazioni.
Durante gli incontri, gli iscritti all’UTE si sono rivelati persone energiche, curiose, con una forte voglia di mettersi in gioco e continuare ad apprendere. Molti hanno raccontato come l’Università abbia rappresentato per loro una nuova spinta, un nuovo modo di andare avanti, un luogo in cui ritrovare entusiasmo e tenersi attivi, con la possibilità di ritrovare volti conosciuti e incontrarne di nuovi.
I dati raccolti e le testimonianze emerse sono stati preziosi, così come gli incontri nelle aule, tanto ricchi da lasciare una traccia profonda e ci hanno raccontato molti aspetti anche diversi tra loro.
Alcuni ad esempio hanno espresso di vivere in delle case diventate troppo grandi, dopo che i figli sono andati via, e di avere una stanza inutilizzata. Altri hanno condiviso la preoccupazione riguardo alla solitudine di alcune giornate, ai costi crescenti della vita in città e al “timore di aprire la propria casa alla persona sbagliata”.
Dall’altra parte, diversi hanno portato testimonianze dirette o indirette di coabitazione intergenerazionale: storie dolci, piene di affetto, che hanno lasciato un segno positivo nelle vite dei protagonisti.
Alcuni si sono persino detti interessati, avendo una stanza in più, ad affittarla ad un giovane studente o lavoratore: un modo per dare un aiuto concreto, per avere compagnia e – perché no – per instaurare un’amicizia fatta di scambi quotidiani, dal supporto tecnologico alla spesa settimanale.
INCO: Quando una stanza diventa opportunità
INCO nasce dalle menti creative di giovani imprenditori che desiderano portare un impatto positivo e concreto nella vita delle persone. L’idea è semplice, ma potentissima: trasformare stanze inutilizzate in soluzioni abitative accessibili per studenti e giovani lavoratori, favorendo nuove forme di relazione e supporto tra generazioni.
Un modello pensato per generare benefici reali per individui, comunità e città. INCO punta a garantire affidabilità e qualità nei rapporti intergenerazionali attraverso un percorso di selezione e matching preciso, strutturato e sicuro.
Il progetto prende forma a partire da una situazione reale, urgente, che tocca migliaia di persone: trovare casa nelle grandi città è sempre più difficile e costoso.
Oggi a Milano si contano circa centomila stanze inutilizzate nelle abitazioni di persone over 65 (ISTAT 2025, EUROSTAT 2018), mentre sono circa centoventimila gli studenti universitari fuorisede (Savills, 2023) in cerca di alloggi a Milano, di cui quarantamila con forte necessità di alloggi accessibili. La coabitazione intergenerazionale è già una soluzione testata, capace di portare benessere e vantaggi reciproci.
INCO nasce da una domanda semplice:
“E se quella stanza vuota potesse aiutare un giovane a studiare e, allo stesso tempo, portare una nuova vitalità in casa?”
Sempre più studenti e giovani lavoratori non riescono a permettersi un affitto in città. Cercano un posto tranquillo dove vivere e qualcuno con cui condividere momenti di quotidianità, non solo una dimora. INCO lavora per mettere in contatto giovani studenti o lavoratori con anziani che hanno una stanza in più a disposizione, impegnandosi a garantire l’affidabilità delle persone coinvolte. INCO prende in considerazione solamente giovani affidabili, motivati dallo studio e dal lavoro. Inoltre, si impegna a garantire un accompagnamento costante durante il percorso, dal primo incontro alla possibile scelta di convivenza; con regole chiare condivise ed un supporto professionale. I futuri user si troverebbero così a fare parte di una community calorosa sempre in crescita ed in contatto, con la possibilità di costruire una rete di rapporti umani e far parte di un progetto ad alto impatto sociale.
Cosa abbiamo imparato dalla UTE
In UTE abbiamo incontrato molti di voi. Alcuni vostri colleghi si sono detti incuriositi e interessati al progetto, soprattutto per tre motivi. Il primo riguarda la voglia di sentirsi utili e parte della comunità in maniera attiva, affiancato dal desiderio di trasmettere esperienza, consigli e storie di vita a qualcuno che sta iniziando il proprio percorso. Un secondo aspetto riguarda il desiderio di avere un po’ di compagnia. Non ospitare chiunque, ma un ragazzo o una ragazza selezionati, con cui condividere qualche chiacchiera la sera o un pranzo alla domenica, senza perdere la propria autonomia ed indipendenza. Un’ ultima motivazione riguarda la volontà di dare una mano concreta ai giovani in difficoltà con gli affitti. Sapere che quella stanza vuota può diventare una possibilità concreta di studio e di futuro per qualcuno, può regalare soddisfazione e gratitudine.
Per noi, questi incontri sono stati fondamentali: ci hanno dato energia, motivazione e la certezza di essere sulla strada giusta.
Crediamo profondamente che chiunque scelga la coabitazione intergenerazionale non offra solo un tetto, ma apra la porta a un’esperienza ricca e stimolante, capace di farci tornare a quelle sensazioni di scoperta che provavamo da bambini.
Perché coabitare significa incontrare una persona nuova, accoglierla nella propria vita… e, allo stesso tempo, riscoprire un modo diverso di vivere, condividere, sentirsi utili. È rivivere qualcosa con l’entusiasmo della prima volta.
Vuole saperne di più?
Nei prossimi mesi INCO, insieme alla UTE, organizzerà momenti dedicati per raccontare meglio il progetto, rispondere alle domande e capire insieme se può essere adatto alla sua situazione. Se questa idea ti incuriosisce potresti lasciare il tuo nome e un recapito in segreteria UTE per essere ricontattato/a. Oppure potresti dare la tua disponibilità a partecipare ai moduli che troverai all’ingresso delle aule.
Nulla è da considerare come un impegno, ma solo un primo passo per informarsi.

